Il blog di Transadriatico
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BIG DATA: Grande Minaccia o Grande Opportunità?

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A cura di Prof. Nicola Zingirian, Socio Fondatore di Click & Find s.r.l.

Il fenomeno del Big Data è diventato di attualità da quando l’opinione pubblica ha messo a fuoco la strategia attuata dei grandi Player dell’informazione globale, quali ad esempio Google, Amazon e Facebook. Questi colossi del mondo digitale hanno, infatti, inventato e messo in pratica un modello di business che prevede – contestualmente alla fornitura di servizi gratuiti agli utenti – la raccolta di una immensa base di dati dagli stessi utenti, utile a rappresentare con un’accuratezza impensabile fino a poco tempo fa, le dinamiche economiche, politiche e sociali dell’intero pianeta.

Ogni singola ricerca che noi eseguiamo con il motore di ricerca di Google, ogni navigazione impostata sulle mappe, ogni pensiero che pubblichiamo con Twitter o Facebook, ogni acquisto o semplice visita nelle vetrine virtuali di Amazon ha una doppia faccia:

Questo nuovo volto della Società Digitale da un lato crea paure e sconcerto, ma dall’altro è una lezione sull’importanza che le informazioni, messe in linea dalla digitalizzazione di ogni attività umana, possono rivestire per lo sviluppo del business e per la collettività.

Vogliamo imparare qualcosa anche noi da questa lezione, in qualità di gestori della piattaforma Click & Find che elabora per i propri clienti, ogni anno, oltre un miliardo di messaggi provenienti dalle oltre 3000 autocisterne per il carburante dotate di sistema di telecontrollo.
Certo i numeri in gioco sono molto “meno big” dei “big data” di cui si parlava poc’anzi, ma mentre questi ultimi, provengono dal mondo dei consumatori (Business to Consumer, B2C) i dati di cui parliamo noi sono legati al mondo produttivo (Business to Business, B2B). Elaboriamo quindi meno campioni, ma sicuramente non meno significativi per la nostra filiera della distribuzione del carburante, specialmente considerando che i dati raccolti si prestano all’incrocio con molti altri dati, provenienti da attori coinvolti in fasi differenti della catena logistica. I dati risultanti hanno la potenzialità di contribuire efficienza, sicurezza e affidabilità alla filiera stessa.

E’ questa la potenzialità che Click & Find sta esplorando con Transadriatico nel progetto Order Manager che oggi compie 4 anni. Order Manager, grazie anche al dialogo continuo con le piattaforme Oil Cloud e Res Data (dal lato deposito) e, più recentemente, Fortech (dal lato punto vendita), e grazie anche alla gestione integrata degli ordini dei clienti, del telecontrollo e della app “Sapply”, permette di sperimentare e rendere operativi i benefici dei big data. Il valore aggiunto è immenso: lotta all’illegalità, tracciabilità del prodotto per il consumatore, sicurezza stradale.

Le sfide non sono solo tecniche ma anche legali: dallo studio accurato delle numerose fattispecie in merito alle problematiche della privacy, all’armonizzazione dei sistemi con gli adempimenti di legge, dal trasporto delle merci pericolose alle norme doganali.

Certamente, l’obiettivo è di fare in modo che gli investimenti per l’infrastrutturazione digitale sostenuti da una filiera complessa e critica come quella del carburante possano avere ricadute non solo sugli operatori della logistica, ma anche sulla collettività.

Il valore è chiaro ed è stato percepito già da qualche anno, per esempio dal CCISS “viaggiare informati”, che dapprima ha siglato una convenzione con Click & Find e Transadriatico per sperimentare l’uso dei big data per la sicurezza stradale e poi ha formulato una convenzione con l’Unione Petrolifera e le principali Compagnie Petrolifere e ai loro vettori.

Tutti possono dare il loro contributo. Le autorità hanno il compito di capire a fondo le potenzialità delle infrastrutture digitali in essere, formulando i nuovi regolamenti in modo tale da permettere di utilizzarle, evitando nuovi inutili investimenti. Gli operatori del trasporto della logistica hanno il compito di capire che dal nascondere le informazioni non può derivare maggior tranquillità, ma solo diffidenza ed esclusione dalle filiere di qualità. Gli operatori tecnologici devono guardare al valore derivante dall’integrazione, puntando a quel maggior valore, sacrificando una rendita di posizione fatta di rivendite di singole transazioni telematiche, che sebbene appaia allettante, al contrario soffoca proprio lo sviluppo della potenzialità dei “Big Data”.