Il blog di Transadriatico
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Questi sono oggetti incendiari!

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A cura del nostro Presidente

Natalino Mori

Insieme ad una bomba o bottiglia molotov  vedete una strada e un oggetto, un TWISTLOCK.

Un twist lock è un blocco metallico per ancorare i container ad un mezzo di trasporto o a renderli solidali tra loro quando vengono impilati all’interno della nave, agganciandoli negli angoli.

Cosa può avere in comune con una bottiglia molotov e una strada e, soprattutto, perché un twistlock può essere un oggetto incendiario?

Ebbene, il 6 novembre scorso una nostra autobotte con 36.000 litri di benzina e gasolio, condotta dall’autista Riccardo Parrini percorreva verso le 6.00 del mattino la Fi-PI-LI in direzione di Firenze fra San Miniato ed Empoli quando, proprio in  prossimità del Distributore della Q8,  il pneumatico anteriore sinistro colpiva un twistlock disperso al centro della careggiata esplodendo.

Parrini è un autista molto esperto e segue ogni anno corsi di addestramento di guida difensiva e safety driving ma alle prime luci il blocchetto metallico si confonde con lo stesso colore dell’asfalto.

L’automezzo carico ha sbandato immediatamente.
Non per fortuna ma per addestramento Parrini aveva le cinture di sicurezza ed entrambe le mani ben salde sul volante: ciò gli ha consentito di mantenere il minimo di controllo per evitare di finire proprio dentro alla stazione di servizio dove poteva davvero succedere il finimondo.

Ciononostante l’automezzo ha colpito più volte il newjersey ed il semirimorchio con il suo carico è finito addirittura nella corsia opposta incendiandosi. Il video (disponibile cliccando qui) offre un’idea di quanto è successo e soprattutto di quanto avrebbe potuto succedere se non si fosse stati in aperta campagna e se altri automezzi fossero transitati nella corsia opposta in quel momento.

Le fiamme hanno invaso le campagne circostanti rimanendo comunque lontane dal distributore. L’autista illeso dopo l’impatto con molta prontezza di spirito è riuscito a forzare a calci la portiera incastrata negli urti e ad uscire mentre già le fiamme lambivano la cabina di guida.

I Vigili del Fuoco e una squadra del Nucleo NBCR (Nucleare, Batteriologico, Chimico, Radiologico) subito intervenuti hanno domato le fiamme in poche ore.

La Polizia Stradale ha sequestrato il twistlock rinvenuto sulla strada.

Le scene rievocano quelle di qualche anno fa relative allo spaventoso incidente di Bologna con l’esplosione di una autobotte di GPL.

E allora emerge la connessione fra la molotov e il twistlock.

Del resto la gravità dell’incidente non consente di derubricare l’analisi dell’accaduto e le relative cause con la solita e confortevole ammissione che “sono cose che succedono sulla strada”.

No!

Infatti al netto delle responsabilità che fortunatamente in questo caso riguardano solo danni a cose e all’ambiente, è necessario investigare le cause dell’evento affinché se ne possa evitare il ripetersi.

Perché il twistlock era in mezzo alla carreggiata?

Innanzitutto perché qualche automezzo portacontainer lo aveva perso. Nell’auspicio che il mezzo abbia perso il blocco senza che esso fosse agganciato ad un container è chiaro che la manutenzione del pianale non abbia garantito la necessaria efficienza del dispositivo ovvero che l’autista lo abbia lasciato “aperto”. Inoltre, consegue che la buona prassi del giro di ispezione intorno al mezzo da parte dell’autista prima di intraprendere il viaggio non sia stata seguita o abbia trascurato il controllo dell’ancoraggio di un blocco mobile e pericoloso come il twistlock.

Quello dei container rappresenta probabilmente uno dei settori dell’autotrasporto in cui si richiedono ridotti addestramento ed esperienza con un elevato turn over di uomini e mezzi, gli uni sugli altri.

Per quanto il business del trasporto con mezzi pesanti in generale proprio per la pericolosità derivante dalle masse circolanti non possa essere considerato una commodity, quello dei container (al netto dei servizi logistici connessi) è probabilmente quello che più si avvicina a questa caratteristica. La fase dello spostamento su strada del container è probabilmente quella meno critica per il committente, lo spedizioniere, il cliente e magari anche per il vettore che talvolta sceglie questa tipologia di servizio per la sua semplicità e la ridotta onerosità complessiva.

Poi scopriamo che un twistlock può causare una catastrofe molto più grave del mancato ancoraggio dell’angolo del container.

Ma se è vero che qualcuno ha perso il blocchetto in strada è anche vero che esso è rimasto bellamente lì dove era caduto. Forse era scivolato dal camion pochi minuti prima o al contrario riposava sulla corsia di marcia da ore o giorni e nessuno si era preoccupato di toglierlo.

Poichè non si possono addebitare responsabilità agli utenti del tratto stradale per non essersi fermati a spostare il twistlock, viene da interrogarsi sul ruolo e gli standard di servizio del gestore dell’infrastruttura stradale. Infatti nei giorni successivi al drammatico incidente sono emerse le segnalazioni di altri automobilisti incorsi in eventi simili per via di oggetti sulla strada, che naturalmente alimentano i dubbi sull’efficienza dei controlli e della manutenzione della FI-PI-LI.

Pertanto la riflessione sulle cause dell’incidente non ci porta lontano dall’affermare a caduta le caratteristiche incendiarie della strada!

Peraltro alcuni articoli di stampa rilanciano la notizia della Polizia Stradale a caccia del mezzo che possa aver perso il blocco metallico.

Così all’indomani dell’incidente ci siamo svegliati con il puntuale fermento di commentatori ed esperti pubblici e privati che si interrogano su come relegare preventivamente il trasporto di merci infiammabili in qualche creativa ed improbabile area spazio-temporale e invocano immancabilmente una stretta sui controlli dei mezzi in ADR.

Insomma per l’ennesima volta con una superficialità e una coerenza stupefacenti, l’estabilishment della logistica pubblica e privata archivia i propri obblighi sull’altare dei comportamenti di ignoti colpevoli, rinviando la doverosa assunzione di responsabilità per la situazione del trasporto nazionale assolutamente drammatica ed esplosiva per la sicurezza dei lavoratori, dei cittadini e dell’Ambiente.

E’ il dramma di una categoria di autisti generalmente deprofessionalizzati, che loro malgrado operano spesso in condizioni indignitose su infrastrutture stradali, portuali e intermodali inadeguate.

E’ il dramma di una categoria in cui alcune organizzazioni di rappresentanza troppo spesso difendono interessi di bottega fra occhiolini e calci negli stinchi ai ministri di turno, omettendo di condividere reali priorità comuni, relegando la formazione fra le voci più in basso della lista. 

Ce n’è abbastanza per avere frequenti incidenti gravi con incendi ed esplosioni. 

Da qui l’arcano è svelato:
ecco perché una molotov, una strada e un twistlock
sono oggetti incendiari!!

Natalino Mori