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Servono Infrastrutture e Processi di Digitalizzazione: l’intervista di Micaela Sebastiani per OilnonOil

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Passata la fase più acuta dell’emergenza sanitaria, il settore della logistica e dei trasporti deve fare fronte ai maggiori costi della sicurezza e a procedure operative più rigide.

INTERVISTA TRATTA DA OILNONOIL A MICAELA SEBASTIANI, STRATEGIC & MARKETING CONTROLLER DI TRANSADRIATICO

Il Covid-19 e le conseguenti misure restrittive per ridurre i contagi hanno avuto un impatto molto forte sulle attività di logistica e trasporto, che devono tuttora fare i conti con i maggiori costi della sicurezza e gli oneri indiretti causati dalle rigide procedure operative. È questo il quadro descritto da Micaela Sebastiani, Strategic & Marketing Controller presso Transadriatico, società specializzata nel trasporto di merci in ADR, in particolare di carburanti per la rete e per l’industria. In un’intervista Sebastiani ha illustrato le difficoltà riscontrate dal settore logistica e trasporti durante l’emergenza sanitaria, la situazione attuale e le prospettive future. Il comparto, ha dichiarato, “è ovviamente caratterizzato da lavoratori che per mestiere spostano cose, trasferiscono merce, viaggiano e spesso entrano in contatto con altre persone nei punti di consegna che siano fabbriche, impianti, negozi, abitazioni per ritirare o recapitare merci. Il Covid e le conseguenti misure restrittive per ridurre i contagi hanno avuto un impatto molto forte sulle attività logistiche, sia in termini di costo che organizzativi complicando notevolmente il normale svolgimento delle operazioni”.

Misure come l’adeguamento ai nuovi dispositivi di protezione individuale, la sanificazione obbligatoria delle cabine dei camion, le attese al carico a causa dei vari controlli e la revisione delle procedure al fine di evitare il più possibile i contatti con il personale dei depositi e delle destinazioni “hanno generato costi aggiuntivi diretti e indiretti, oltre che stressare il personale ‘costretto’ ad operare con un rischio di esposizione al virus assolutamente non trascurabile”. A questo, ha spiegato la Strategic & Marketing Controller di Transadriatico, si aggiunge “la forte contrazione della domanda, soprattutto durante il lockdown, che ha provocato una forte riduzione del fatturato e la disottimizzazione del servizio, con un conseguente decremento anche del margine di contribuzione”.

Quanto alla situazione attuale, Sebastiani ha osservato che il ripristino quasi totale della mobilità ha aiutato la ripresa, fermo restando che l’attuale crisi economica che insiste su diverse realtà imprenditoriali influenza negativamente i consumi. “Fortunatamente la nostra azienda all’inizio del 2020 ha acquisito diverse nuove commesse che, seppur con un’incidenza minore del preventivato, hanno consentito un parziale recupero dei volumi trasportati nel periodo pre-Covid. Tuttavia per tutti permangono i maggiori costi della sicurezza e gli oneri indiretti causati dalle rigide procedure operative che hanno prolungato i tempi di carico/scarico, ha affermato la dirigente, ricordando che “il settore della logistica e del trasporto è piuttosto eterogeneo e purtroppo in molti ambiti (come quello del trasporto aereo), probabilmente collegati a produzioni ancora fortemente in crisi, la ripresa non è tuttora sufficiente a garantire la sostenibilità economica, ma soprattutto finanziaria, nel medio periodo.

Questa esperienza, tuttavia, “ci ha insegnato tanto riguardo all’importanza della prevenzione e del rispetto per gli altri e probabilmente cambierà in modo definitivo l’organizzazione del lavoro nel settore logistico”, ha osservato Sebastiani, secondo cui “superata l’emergenza, molte best practice introdotte in questi mesi per ridurre il contagio diventeranno prassi“Ci auguriamo che la disponibilità e il sacrificio delle aziende e dei lavoratori di questo settore che hanno garantito la continuità del servizio in condizioni di estrema incertezza su diversi livelli abbiano sensibilizzato tutti gli stakeholder: comunità, committenti, Stato, gestori autostradali. Auspichiamo la realizzazione e il compimento delle infrastrutture necessarie, lo snellimento di alcune procedure in materia di aiuti da parte dello Stato e l’implementazione di processi di digitalizzazione, come ad esempio nel nostro caso il Das elettronico e la codifica integrata dei mezzi e autisti presso i siti di carico”. Ma soprattutto, ha sottolineato Sebastiani, “si rende indispensabile il coordinamento di tutti gli stakeholder nell’applicazione concreta del protocollo di intesa, al fine di raggiungere il più importante obiettivo di contenimento della diffusione del Covid-19 nel settore del trasporto e della logistica e in tutta la comunità”.